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L’idea del micro-credito, l’accesso ai servizi finanziari a soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico, nasce alla fine degli anni Settanta, in Bangladesh, dall’intuizione di un giovane professore di economia, Muhammad Yunus, conosciuto anche come il banchiere dei poveri, cui è stato attribuito, nel 2006, il premio Nobel per la Pace.

Muhammad Yunus nasce a Chittagong, il più importante centro economico del Bengala Orientale, in Bangladesh. Terzo di 14 figli, di una famiglia benestante, si laurea in Economia nella sua città e in seguito consegue il dottorato, sempre in Economia, all’Università Vandebirlt di Nashville.

Dopo gli studi negli Stati Uniti, e una breve esperienza come docente universitario, Yunus decide di tornare in patria dove diventa capo del Dipartimento economico dell’università di Chittagong.

Nel 1974 il Bangladesh è colpito da una grave inondazione e da una conseguente carestia che causò la morte di centinaia di migliaia di persone. Il paese è periodicamente devastato da calamità naturali e presenta una povertà strutturale in cui quasi la metà della popolazione non arriva a soddisfare i bisogni alimentari minimi giornalieri. Il professore ogni mattina varca la porta del dipartimento universitario, lasciandosi alle spalle una miriade di poveri e mendicanti. Yunus comincia a sentirsi a disagio nel suo ruolo di professore di economia, e capisce che le teorie acquisite in anni di studio sono distanti ed estranee al mondo che lo circonda. Di fronte a tanta miseria verrebbe spontaneo fare l’elemosina, ma secondo Yunus non solo non è utile, ma è persino dannosa.

Il professor Yunus, insieme ai suoi studenti, comincia a visitare le case del vicino villaggio di Jobra per calarsi nella realtà che lo circonda e per capire la vita delle persone più povere. Interrogando gli abitanti del villaggio, scopre la loro condizione di schiavitù: acquistano a credito la materia prima da un commerciante al quale sono costretti a rivendere i prodotti per un guadagno di pochi centesimi; oppure, dato che il credito ordinario è loro inaccessibile, si rivolgono agli usurai. Le banche infatti non sono disposte a dare prestiti per cifre molto piccole, perché il costo dell’apertura della pratica è sproporzionato rispetto all’entità del credito stesso e non sono disposte a fare prestiti ai poveri perché non hanno garanzie patrimoniali da offrire per la loro solvibilità.

Agli studenti del dipartimento affida il compito di compilare un elenco di tutte gli abitanti di Jobra che ricorrono ai prestiti: l’elenco contiene i nomi di 42 persone per un prestito totale di 856 taka, vale a dire meno di 27 dollari, per ripagare i quali 42 famiglie sono ridotte alla fame. Yunus decide di rivolgersi alla banca di Jobra per farsi concedere un prestito di circa 300 dollari destinato ai poveri del villaggio e garantito personalmente dal professore.

Fino a questo momento il progetto è solo sperimentale, limitato al villaggio di Jobra e si avvale del lavoro volontario degli studenti. Nel 1977 grazie all’aiuto dell’amministratore delegato, Yunus riesce ad ottenere dalla Krishi Bank, la gestione sperimentale di una filiale della banca che chiama Grameen Bank cioè banca rurale o del villaggio. Yunus illustra la sua iniziativa a un seminario organizzato dalla Banca centrale dal titolo “Finanziare i poveri in ambiente rurale” in cui sostiene come si debbano impostare le procedure del prestito così da facilitare la modalità di rimborso. Le dimensioni del progetto sono però ancora poco significative, i clienti sono meno di 500 e l’esperimento è effettuato in scala troppo ridotta per poter destare l’interesse delle banche governative. Yunus deve quindi dimostrare che il microcredito può funzionare anche su scala nazionale. Ad accogliere la sua sfida è il vicegovernatore della Banca Centrale, e nel 1979 Yunus assume ufficialmente l’incarico di avviare il progetto Grameen nella regione del Tangail. La regione è sull’orlo di una guerra civile, ma nonostante ciò, nel 1982 solo dopo tre anni dall’insediamento i risultati sono stupefacenti: i clienti Grameen sono 28.000.

L’impostazione data dalla Grameen Bank nel fornire i propri servizi rappresenta un modo totalmente nuovo di agire e di porsi nei confronti del cliente rispetto all’approccio tradizionale delle banche. Mentre gli istituti di credito tradizionali prevedono che siano i potenziali clienti a recarsi presso i propri uffici a richiedere un prestito, nel modello Grameen sono gli operatori della banca a raggiungere le persone nei villaggi. L’intento è quello di riuscire a creare un rapporto paritario tra funzionario di banca e cliente, in modo da evitare ai poveri di trovarsi a disagio in un luogo a loro non abituale. Altro aspetto assai rilevante è che il 94% dei beneficiari dei prestiti Grameen sono destinati a donne, risulta, infatti, che se il denaro è affidato ad una donna, il prestito risulta più sicuro.

Dopo il successo riscontrato nonostante le difficoltà, nel 1982 il progetto viene esteso ad altri tre distretti: Dhaka, Rangpur e Ptuakhali. Alla fine del settembre del 1983 il consiglio dei ministri approva la proposta che rende la Grameen Bank un’istituzione finanziaria indipendente a tutti gli effetti. Il “sistema Yunus” ha provocato un cambiamento di mentalità anche all’interno della Banca Mondiale, che ha cominciato ad avviare progetti simili a quelli della Grameen. Il microcredito, a partire dagli anni Ottanta, è diventato così uno degli strumenti di finanziamento utilizzati in tutto il mondo, diffuso in oltre 100 Stati, dagli Stati Uniti all’Uganda, per promuovere lo sviluppo economico e sociale.

Nel 2006 Muhammad Yunus viene insignito del Nobel per la pace, così motivato: “per l’impegno nel creare sviluppo sociale ed economico partendo dal basso. La pace duratura non può essere realizzata se ampi gruppi di popolazione non trovano il modo per uscire dalla povertà. Il micro-credito è uno dei modi. Lo sviluppo dal basso serve anche a promuovere la democrazia e i diritti umani. Il micro-credito si è dimostrato una forza liberatrice in società dove le donne in particolare devono lottare contro condizioni economiche e sociali repressive”.

In Italia
In Italia è presente lo Yunus Social Business Centre University of Florence nato da una partnership tra l'Università di Firenze e il Prof. Muhammad Yunus. 

Il centro si occupa di formazione, ricerca, valutazione e consulenza sul Social Business sia in Italia che all'estero. 

È membro dell'Advisory Board dell'Istituto Europeo di Design.

Nel 2018, Yunus inaugura personalmente, a Forlì, lo Yunus Social Business Centre dell'Università di Bologna[2].

Il 6 marzo 2020, riceve la laurea Honoris Causa in Economia e Management da parte dell'Università della Basilicata



Last modified: Monday, 19 October 2020, 1:30 PM